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May 08 Abduction
Abduction, nel senso stretto del termine inglese, vuol dire "rapimento". Nello studio degli UFO, il termine negli ultimi anni è andato ad indicare il rapimento di esseri umani da parte degli alieni. Molte persone si rivolgono ad uno psicologo per via di "uno strano sogno ricorrente", o di una fobia riguardo, ad esempio, un certo animale e solo in un secondo tempo, spesso con l’ausilio dell’ipnosi regressiva, si avvicinano alla definizione della loro situazione di "addotti". Se si escludono i casi più eclatanti, infatti - in cui alcune persone vengono destate nel cuore della notte e prelevate a forza, o anche in presenza di testimoni oculari (si pensi al caso Travis Walton) - spesso i soggetti vivono la propria esperienza ignorandola completamente, o intuendola solo alla lontana. Nel corso di una abduction, infatti, di norma una persona non viene "svegliata", ma più semplicemente viene spostato il suo livello di consapevolezza dal sonno ad una veglia semi-onirica. È un po’ come ipnotizzare una persona addormentata, indurla a fare un giro e poi riportarla a letto. Inoltre, secondo molte testimonianze, i rapimenti avverrebbero in uno status in cui si può levitare e attraversare le pareti, accrescendo così la sensazione di "sognare". ![]() ELEMENTI CARATTERISTICI
Paralisi: il soggetto prova la sensazione di essere paralizzato e di giacere su una superficie dura, senza potersi muovere. A volte nell’ambiente si manifestano luci brillanti e si avverte la presenza di altri esseri. Essere spiati: il soggetto sente di essere osservato, da qualcosa di indefinibile. Sogni lucidi: il soggetto vive sogni lucidi, particolarmente intensi e riferisce di essere stato capace di volare e attraversare superfici solide, come le mura di casa. Luci blu: durante il recupero dei ricordi originali, sotto ipnosi, ricorre l’immagine di una diffusa luce blu. Simboli: a volte il soggetto menziona strani simboli, lettere o disegni incomprensibili, che in contatti successivi vengono illustrati dai presunti ET. Esseri non Umani: il soggetto spesso sogna esseri le cui fattezze variano dallo stereotipo del Grigio (alto circa un metro e venti, macrocefalo e grandi occhi ovali neri), a spettrali figure alte e incappucciate, al tipo Nordico, biondo con penetranti occhi azzurri. Insonnia: in particolare concomitanza con le ore centrali della notte, verso le 3.00, è comune l’insonnia. Il soggetto entra in uno stato di tensione, perché nel cedere al sonno teme il ripetersi dell’esperienza. Non di rado appaiono sfere di luce o lampi di luce blu al di là di una finestra o verso il soffitto. Suoni e Ronzii: manifestazioni acustiche di origine ignota, simili ad impulsi, ticchettii o frequenze acutissime, talvolta meccaniche. Richiami: alcuni addotti sentono di doversi recare in luoghi a loro sconosciuti, e spesso ben specifici. Luoghi: il soggetto sogna grandi città di cristallo o di acciaio con edifici di foggia strana, cieli dal colore innaturale, o l’interno di sale dalle pareti metalliche dotate di apparecchiature futuristiche. Frequentemente il soggetto riferisce di essersi trovati di fronte allo schermo di un video o di un computer, in cui "qualcuno proietta" immagini di avvenimenti. Visioni: chiudendo gli occhi nel desiderio di addormentarsi, di colpo si manifestano immagini di alieni di vario genere accanto al letto, o di UFO, che svaniscono riaprendo gli occhi. ![]() EFFETTI FISICI
(fonte www.setiufo.org)
September 24 C'è qualcuno oltre a noi
June 29 Cerchi del grano![]() I crop-circle
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June 26 Il caso RoswellIl caso Roswell
Morti tutti gli occupanti Nel febbraio del 1950 l'ingegnere civile Barney "Grady" Barnett di Socorro confida ai coniugi Maltais, suoi vecchi amici cui richiede di mantenere il segreto, che il 3 luglio 1947, mentre si trovava per servizio nel deserto nella zona fra Magdalena e Socorro, si era trovato improvvisamente davanti un oggetto metallico discoidale dai 7 ai 9 metri di diametro, cui si era avvicinato a piedi, sino quasi a poterlo toccare. Sul posto intanto erano giunte altre persone (fra cui anche dei giovani, forse studenti) facenti parte di un gruppo archeologico dell'Università della Pennsylvania. Accanto al veicolo schiantato tutti avevano visto, proiettati all'esterno, degli esseri umanoidi ormai privi di vita, di corporatura esile, con teste molto grandi, di carnagione chiara e completamente glabri. Di lì a poco era entrato in scena un camion militare carico di soldati che avrebbero bloccato prontamente e poi allontanato i civili, intimando loro di non fare parola su quanto avevano visto ("per ragioni patriottiche di sicurezza nazionale"), perimetrando la zona. Teatro del fatto sarebbe stato, secondo Barnett, un costone roccioso a ridosso dei cosiddetti Piani di San Agustin, oggi divenuta sede dei radiotelescopi del VLA (Verv Large Array) dell'Osservatorio Nazionale di Radioastronomia degli Stati Uniti. Rottami sul campo di Brazel Lo stesso 3 luglio l'allevatore di bestiame William W. "Mac" Brazel (il cui ranch si trova nella parte sud-orientale della regione di Corona) rinviene, sparse nel terreno di sua proprietà, una quantità di "lamine metalliche" e pensa ad un incidente avvenuto nei pressi della base aerea. Parla della cosa con un vicino, Floyd Proctor, e quindi, non disponendo di un apparecchio telefonico, il 5 luglio si reca a Corona, dove la gente già parlava di "dischi volanti" (la stampa aveva riportato le notizie dell'avvistamento di Kenneth Arnold del 24 giugno). Brazel ricollega il suo ritrovamento alla faccenda dei "dischi" e la mattina del 6 luglio decide di recarsi in città con dei frammenti del materiale presso l'Ufficio Meteorologico, dove lo invitano a prendere contatto con lo sceriffo George Wilcox. Una "piega" inaspettata Wilcox prende atto della situazione e informa subito il comando militare di Roswell ed il comandante della Base, il Colonnello William Blanchard, dà ordine al capo del CIC (corpo di controspionaggio), il Maggiore Jesse Marcel, di recarsi sul luogo e iniziare le investigazioni. Marcel parla con Brazel, il quale si trova ancora nell'ufficio dello sceriffo. E' in quest'arco di tempo che l'allevatore viene intervistato dalla stazione radio locale KGFL. Marcel, accompagnato dal collaboratore Sheridan Cavitt (anch' egli del CIC), preleva Brazel nell'ufficio di Wilcox e i tre si recano in macchina sul posto. Passata la notte presso la fattoria dell'allevatore, il 7 effettuano una ricognizione e riscontrano la presenza dei misteriosi frammenti, di cui Marcel raccoglie una buona quantità che sistema nella sua auto. Nella notte, prima di rientrare alla base, Marcel passa da casa e mostra alla moglie e al figlio Jesse Jr. i materiali. Una testimonianza quella di Marcel Jr. di importanza fondamentale. Interrotto il primo annuncio Sette luglio: W.E. Whitmore, proprietario della stazione radio KGFL di Roswell, sta per mandare in onda l'intervista con Brazel registrata il giorno prima, ma è bloccato da una telefonata del segretario della Commissione Federale Comunicazioni di Washington che gli ingiunge di non farlo. Il giorno 8, verso le 16.00, John McBoyle, cronista della stazione KSWS di Roswell, telefona a Lydia Sleppy, telescriventista della KOAT Radio di Albuquerque e le dice di trasmettere per telescrivente all'American Broadcasting Company (ABC) la seguente notizia: "Un disco volante è caduto in prossimità di Roswell… E' come un grosso catino, sfasciato… Un allevatore lo ha trascinato con un trattore sotto un capannone per il bestiame… E' intervenuto I'Esercito che si accinge a recuperarlo... L'intera zona è bloccata... Si parla di piccoli uomini che si troverebbero a bordo...". Ma la notizia non filtra sul filo, perché la trasmissione viene stranamente interrotta. Parola d'ordine "dimenticare" Subito dopo la Sleppy riceve una telefonata da McBoyle che le dice "dimentica tutto, non ne hai mai sentito parlare" (in seguito il cronista dirà alla Sleppy di avere assistito al decollo di un aereo da trasporto con destinazione Wright Field, contenente i rottami del "disco"). Nel frattempo il Magg. Hughie Green della RAF (Royal Air Force) britannica, in viaggio dalla California a Filadelfia, sta attraversando il Nuovo Messico da ovest e est in macchina, e da un notiziario radio locale (forse la KSWS) apprende che un "disco volante" era caduto nella zona e che "lo sceriffo e i suoi uomini erano giunti in vista del relitto". \'iene dunque da chiedersi se Wilcox e i suoi non avessero individuato il corpo centrale dell'UFO. Contemporaneamente, "Mac" Brazel viene prelevato dai militari e tenuto sotto stretta custodia fino al giorno 15 quando verrà rilasciato, ormai convinto di dover cambiare versione dei fatti, a tal punto da non confidare la verità neppure alla moglie. La situazione non è sotto controllo L'otto luglio pressato dai giornalisti che pretendono particolari, il Col. Blanchard chiama l'addetto stampa della base, Ten. Walter Haut, e redige con lui un comunicato stampa ufficiale. Sotto il controllo diretto del Magg. Marcel, i rottami del disco, inizialmente sistemati nell'Hangar 84, sono poi trasferiti con un "B-29" dalla base di Roswell a Fort Worth (oggi Carswell) nel Texas. Di qui il materiale viene inviato a Wright Field (Ohio) su di un aereo da trasporto con ai comandi il Cap. pilota O.W. "Pappy" Henderson, per ordine "superiore" fatto eseguire dal Generale Roger Ramey. Questi confermerà al Col. Blanchard la contrarietà del Pentagono, espressagli dal Gen. Hoyt Vandenberg da cui dipendeva, nei confronti del comunicato stampa diffuso dal Ten. Haut, e assume il controllo operativo di una situazione che, evidentemente, è già sfuggita di mano ai vertici militari. ![]() L'8 luglio interviene l'FBI (Federal Bureau of Investigation) da Dallas (Texas) che in un telegramma, a firma di un non meglio identificato "Wyly", inoltrato in copia a Edgar Hoover (capo dell'FBI) e al SAC (Strategic Air Command) fornisce le seguenti indicazioni: Scatta la controinfomazione A questo punto il Generale Roger Ramey, alla radio di Fort Worth nel Texas (WBAP), dichiara che il "disco volante" era solo un pallone sonda. Giunto poi a Roswell, Ramey convoca i giornalisti e mostra loro - costringendo il Magg. Marcel a posare in silenzio per i fotografi - i frammenti di un pallone meteorologico cui si attribuisce la responsabilità dell'incidente. ![]() Il provvedimento successivo è nei con fronti di Blanchard, che viene spedito in licenza e viene sostituito dal Ten. Col. Payne Jennings, poi disperso col suo aereo diretto in Inghilterra mentre sorvolava l'Atlantico nella zona delle Bermude. Il Magg. Marcel avrebbe dovuto accompagnarlo, ma fu trattenuto dall'intervento personale del Col. Blanchard. Ritiratosi col grado di generale a tre stelle, Blanchard uscì di scena con estrema discrezione da tutta la vicenda. Anche il Ten. Haut manterrà fino al suo pensionamento "un dovuto riserbo". Dopo la sua morte, la vedova di Blanchard dichiarò che il marito sapeva che "il relitto non era un pallone sonda". Ma per i militari americani lo rimase, con il benestare dell'allora presidente Harry Truman. In realtà oggi i fatti ci dicono che le versioni ufficiali sono del tutto "addomesticate" e fallaci. E, anche a parte la clamorosa comparsa di materiale filmato d'epoca (verosimilmente riferibile all'autopsia di due degli esseri umanoidi coinvolti nel caso) diffuso nel 1995 dall'inglese ![]() Ray Santilli, è oggi evidente che a Roswell è stato recuperato qualcosa di estremamente anomalo e sconvolgente. Il Gen. Ramey Svuota il Disco di Roswell Quando il 9 luglio 1947 il quotidiano "Roswell Daily Record" pubblica le dichiarazioni del generale Roger R. Ramey, comandante dell'Ottava Air Force, dal quartier generale di Fort Worth, Texas, il caso Roswell per il Pentagono è ufficialmente chiuso. Non si è trattato del recupero di un disco volante precipitato e del suo equipaggio, ma di un semplice pallone sonda. Questa versione viene mantenuta ancora oggi. Scarica il filmato dell' autopsia
June 25 Quante razze di Alieni esistono?
Gli occupanti Gli occupanti ,che i testimoni hanno visto in concomitanza
I grigi Quella dei grigi e' la razza di alieni piu' nota e vista con maggior frequenza.I grigi vengono oramai sempre piu' associati ai casi di Abductions,i rapimenti di umani e animali a scopo, sembra,di studio.
I nordici Considerando tutte le ipotesi,senza scartare niente a priori,
I rettiliani Questa tipologia di alieni proverrebbe dalla costellazione del Drago, per cui vengono anche chiamati Draconiani. Queste caratteristiche,abbinate alla loro superiorita' tecnologica permetterebbe loro la conquista di qualsiasi pianeta,essendo questo un popolo guerriero. Per alcuni, i Draconiani potrebbero realmente essere una minaccia per noi umani e per il nostro pianeta visto che,si suppone,sarebbero entrati in contatto con vari gruppi di potere occulti presenti sulla terra. Alcuni ricercatori hanno azzardato anche l'ipotesi che questa razza usi
Foto di presunti alieni
Si presume che questa foto sia
Foto di un grigio usato per una pubblicita'americana...qualcuno June 12 Il quinto battaglione NorfolkIl QUINTO battaglione NORFOLK La guerra non solo mette a dura prova lo spirito degli uomini, ma anche i loro sensi. Nessuno può sapere che cosa può succedere in una conflagrazione bellica: neppure si può escludere che un mondo si apra e ne inghiotta un altro, come è successo con un intero reggimento britannico durante la campagna di Turchia, durante la prima guerra mondiale. Era il 20 agosto 1915. I turchi occupavano una zona in posizione elevata presso la baia di Sulva, e il combattimento fra di loro e le forze attaccanti, britanniche, neozelandesi e australiane, fu accanito, con gravi perdite da entrambe le parti. La mattina dopo fu serena e soleggiata, guastata soltanto da sette o otto nubi a forma di fette di pane intorno a una montagnolachiamata Colle 60, da cui l'esercito turco scatenava un fuoco terrificante. Stranamente, nonostante una brezza di ottochilometri all'ora proveniente da sud, le strane nubi rimasero immobili. Il 14°Reggimento Norfolk affrontò la difficile impresa di sferrare un attacco contro la posizione turca. Esso avanzò fino a immergersi in una delle nubi che stava a cavallo di un torrente in secca, il Kaiajak Dere. Ci volle quasi un'ora perchè la fila, composta di quattromila uomini, scomparisse nella nube, secondo i genieri della Nuova Zelanda che erano appostati a due chilometri e mezzo di distanza. Poi avvenne l'incredibile. La nube a bassa quota, descritta come lunga 250 metri e larga 60, si sollevò lentamente nel cielo e scomparve in direzione della Bulgaria. Con la nube se ne andarono gli uomini del 14°reggimento dell'esercito britannico. Oggi nessuna croce terrena contrassegna le loro tombe. Se essi furono annientati in battaglia, allora la loro cancellazione fu più improvvisa e completa diqualsiasi altra avvenuta nella storia militare. Ma se furono sollevati nelle nubi e portati via, come dissero i genieri neozelandesi, essi potrebbero essere dovunque, magari anche in un mondo senza guerra. Di tutto questo è conservata documentazione nel Museo della Guerra di Londra dove , chi lo desidera , può ricevere informazioni dettagliate e conferma incontrovertibile della veridicità del fenomeno rimasto inspiegabile .
June 01 I dogon e gli Ufo
...e forse dell'origine dell'umanità...
Nella cultura tribale africana dei Dogon, le tradizioni sacre più segrete sono basate su ipotetici contatti con esseri evoluti provenienti da un pianeta della stella Sirio, avvenuti prima del 3000 a.C. Solo pochi anni fa la moderna astronomia, con i suoi potenti strumenti di osservazione e di calcolo, ha potuto confermare l'effettiva esistenza di quel pianeta. I Dogon sanno da secoli che Sirio è una stella multipla (!) e che l'orbita ellittica (!) della stella più piccola (invisibile e oggi detta Sirio B), richiede un tempo di 50 anni (!) per essere completata; inoltre per loro Sirio B è costituita da materia più pesante della stella principale... e il tutto è confermato dall'odierna astronomia . Come è possibile? Quello che sappiamo per certo è che già le antiche civiltà mediterranee degli Egizi e dei Sumeri custodivano straordinarie conoscenze astronomiche forse trasmesse da visitatori provenienti da mondi lontani... A tal proposito i Sumeri parlavano di esseri anfibi (come Oannes) che istruirono il popolo alle arti ed alle scienze e lo stesso fanno i Dogon chiamando questi dei primitivi "Nommo".
L'enigma dei Dogon (1) di Colin Wilson :estratto da "Dei dell'altro Universo" - PIEMME 1999 Ma c'è un mito in particolare che secondo Shklovskii e Sagan potrebbe presumibilmente riferirsi a un contatto tra esseri umani e alieni. “La leggenda” scrivono, “suggerisce che avvenne un contatto tra gli uomini e una civiltà extraterrestre prodigiosamente evoluta sulle coste del Golfo Persico, forse nei pressi dell’antica città sumerica di Eridu, nel IV millennio a.C., o poco prima”.
Sito abitativo attuale della tribù dei Dogon, in Mali (Africa occidentale)
La leggenda può essere fatta risalire a Beroso, sacerdote del dio Bel-Marduk nella città di Babilonia di tempi di Alessandro Magno. Beroso aveva accesso a incisioni cuneiformi e pittografiche (su cilindri, tavolette e pareti dei templi) risalenti a migliaia di anni prima. In uno dei frammenti a lui attribuiti, Alessandro Poliistore descrive la comparsa nel Golfo Persico di «un animale dotato di ragione, che fu chiamato Oannes». Questa creatura aveva una coda dì pesce, ma anche piedi simili a quelli degli esseri umani, e parlava con voce umana. Insegnò agli uomini la scrittura e le scienze, ogni sorta di arte, e anche a costruire case e templi. “In breve, egli li istruì in tutto ciò che poteva civilizzarli”. Oannes era solito trascorrere la notte in mare, perchè era anfibio. Dopo di lui, giunsero altre creature della sua razza. Un altro antico cronista, Abideno, discepolo di Aristotele, parla dei re dei Sumeri e menziona “un altro semidemone, molto simile a Oannes, che giunse una seconda volta dal mare”. Egli menziona anche “quattro personaggi che gettavano duplice ombra”, con ciò intendendo presumibilmente metà uomini e metà pesci, “che giunsero dal mare”. Infine, Apollodoro d'Altene scrive che all'epoca di re Amennon il Caldeo «apparve il Musarus Oannes, l’Annedotus, uscendo dalle acque del Golfo Persico», e in seguito “un quarto Annedotus uscì dalle acque del mare, ed era metà uomo e metà pesce”. E durante il regno di re Euedoresco comparve un altro uomo-pesce di nome Odacon.
Oannes era una divinità assira (particolare dal palazzo reale di Sargon II ,721-705 a.C., Iraq): secondo R. Temple, autore, de "Il mistero di Sirio", corrisponderebbe al dio pesce Nommo dei Dogon,(antenato alieno anfibio disceso sulla Terra nel remoto passato; si veda in figura la parte posteriore del capo-tronco pesciforme). La tribù africana dei Dogon ha conoscenze cosmiche incredibili (come il fatto che la stella Sirio è di tipo multiplo, scoperta recente dell'astronomia) che farebbero pensare ad un incontro remoto con civiltà avanzate non terrestri. Sitchin individua queste civiltà come provenienti da un decimo pianeta solare che i Sumeri chiamavano Nibiru.
Apollodoro definisce Oannes l' ”Annedotus” come se fosse un titolo anziché un nome proprio. Passai un'ora e mezzo cercando in vari vocabolari ed enciclopedie il significato di “annedotus” e anche di “musarus”, riuscendo finalmente a scoprire nel dizionario di greco di Liddell e Scott che “musarus” significa “abominevole”. Ma di “annedotus” nessuna traccia. Poi, ricordando che Robert Temple aveva menzionato il dio-pesce in The Sirius Mystery, consultai il suo libro e scoprii che avrei potuto risparmiare tempo e fatica, perché aveva già fatto il lavoro per me. “Annedotus” signifìca “il repellente”. Era sbalorditivo: il “Musarus Oannes l'Annedotus” significa “l'abominevole Oannes il repellente”. Temple pensa, e sono incline a concordare con lui, che questa indicazione abbia a che fare con qualcosa di vero, piuttosto che con un'invenzione fantasiosa. Ci si aspetterebbe che una narrazione mitica che descriva i semidei che insegnarono agli uomini la civiltà non li definisca disgustosi e repellenti. Ma basta visualizzare l'immagine di un essere simile a un pesce, ricoperto di viscide squame, dagli enormi occhi bianchi e la grande bocca, per renderci conto del comprensibile disgusto con cui fu descritto. Forse in quella descrizione non v'è nulla di peggiorativo; è semplicemente fedele, come, ad esempio, quelle di Ivan il Terribile o di Akbar il Maledetto. Ora, si dà il caso che The Sirius Mistery di Temple sia di gran lunga il libro più erudito e convincente sulla possibile presenza di “antichi astronauti” sulla Terra. Temple cominciò a interessarsi all'argomento quando s'imbattè in un articolo su una tribù africana, i Dogon, che vive nel Mali settentrionale. Scoprì che i Dogon credono in dei dal corpo di pesce chiamati Nommo, i quali, provenienti da Sirio, portarono la civiltà nel nostro pianeta circa tremila anni fa.
Disegno Dogon rappresentante un pianeta che gira attorno alla stella Sirio
Sirio, la Stella principale della costellazione del Cane Maggiore, dista 8,6 anni luce dalla Terra. La tradizione Dogon sostiene che essa ha una compagna invisibile, da essi chiamata po tolo (“stella di grano”, e poiché il “grano” cui si riferiscono, che costituisce la loro dieta abituale, è la digitaria, potremmo tradurre “stella di digitaria”); po tolo è fatta di materia molto più pesante di quella terrestre. I Dogon sostengono che questa stella invisibile percorra un'orbita ellittica, impiegando cinquant’anni per completarla. E in effetti Sirio, essendo una stella doppia, ha una compagna invisibile, chiamata dagli astronomi “Sirio B”: questa è una “nana bianca”, ossia è costituita di una materia talmente densa, a causa del collasso degli atomi che la compongono, che una minuscola quantità di essa, corrispondente alle dimensioni di un pisello, peserebbe mezza tonnellata. E, proprio come affermano i Dogon, Sirio B percorre un'orbita ellittica completa in cinquant' anni. Le tradizioni di questa tribù rivelano una notevole conoscenza dell'astronomia. Dicono che la luna è “secca e morta” e disegnano Saturno circondato da un anello che non è affatto visibile a occhio nudo. Sono a conoscenza dell'esistenza delle lune di Giove e sanno che i pianeti ruotano attorno al sole. L’Encyclopaedia Britannica dice che il sistema filosofico dei Dogon e “molto più complesso di quello di altre tribù africane”.seguente >>> fonte: Colin Wilson "Dei dell'altro Universo" - PIEMME 1999 http://www.scienzeemisteri.it/pagina_principale_147.htm
May 29 Area 51Cosa è l'area51?:.] Ha la pista più lunga del mondo con gli hangar più imponenti del pianeta, un area circondata da cartelli che avvisano che: non si può fotografare,disegnare e persino guardare. Il governo non ha reso neanche pubblica il nome dell'agenzia che la controlla (fbi,cia, ecc...).Un posto talmente top-secret che non sono neanche applicabili le leggi statunitense. L'area51 è l'istallazione più sicura e nascosta d'America,si trova nel Nevada. Alcuni esperti ufologi dichiarano che all'interno vi sono corpi alieni con le loro rispettive navicelle catturate. Questa base top-secret si trova vicino ad un altra base militare: Nellis dove i piloti americani si addestrano, ma a nessuno indipendentemente dai gradi è consentito volare nel perimetro aereo denominato "r4808". Questo spazio aereo viene denominato dai militari Dream land; è propri li che ce l'area51. Di preciso pochi sanno cosa è, in generale tutti sanno che è una base segreta americana. Oggi possiamo dire con certezza solo dove si trova, tutto il resto sono solo allusioni e supposizioni. Forse però è proprio questo che rende la base misteriosa e fa sognare e discutere sull'esistenza dell'uomo nell'universo (si sospetta che proprio in quest'area si studia il mistero che avvolge la vita extraterrestre). Ma cosa nasconde l'area51?Quale progetto deve essere cosi tanto segreto? Poche persone sanno rispondere a questa domanda, e rimane il segreto più impenetrabile d'America. Quello che l'umanità sa, è che fino a mezzo secolo fa il governo americano negata l'esistenza, dopo i russi nella guerra fredda però scattarono delle foto satellitari a questa base e le resero pubbliche il governo la dichiarò top-secret. Oggi tutti sanno che l'area51 esiste ed è operativa. Dove si trova?:.]Nel Nevada, vicino ad un base militare chiamata Nellis dove i piloti americani si addestrano ma a nessuno indipendentemente dai gradi è consentito volare nel perimetro aereo denominato "r4808". Questo spazio aereo viene denominato dai militari Dream land; è propri li che ce l'area51 e più precisamente a Groom Lake, in cui è ospitato un avamposto sotterraneo della Marina americana. Questa area si estende per circa 25.000 Km quadrati, inizia a circa 190 km a nord ovest di Las Vegas, nel cuore di questa base c'è un'istallazione militare delimitata da un perimetro di 15,5 km di diametro. Venti chilometri più a sud sorge la cosi detta zona S4 attorno a questa base sorge un paesaggio prevalentemente montuoso dove vi sono stati creati numerosi hangar. Al centro dell'Area 51 vi è una pista di 9 km l'area complessiva è poco più piccola delle marche.
COME RAGGIUNGERLA? Per arrivare all'Area 51 bisogna percorrere una strada sterrata che si stacca dalla statale 375 proprio in prossimità di una cassetta per la posta di colore nero . Tale strada sterrata interseca la pista che conduce al Groom Lake e costeggia tutta una zona montuosa che, di fatto, cela alla vista ciò che accade nella base (Nel 1984 vennero espropriati 90.000 acri di suolo pubblico per limitare la vista hai curiosi). Procedendo per circa 35 km dalla casella postale nera, in direzione nord, si arriva in un paese di nome Rachel, paese con un numero di persone bassissimo. Tale strada sterrata interseca la pista che conduce al Groom Lake e costeggia tutta una zona montuosa, è proprio oltre quelle montagne vi è l'area 51.
PROTEZIONE DELL'AREA Anche se una volta raggiunta è bene ricordarsi che l'area 51 è tra i posti più sorvegliati al mondo.... satelliti controllano vari chilometri di area, militari pattugliano i perimetri, vi sono persino numerose telecamere, sofisticati sensori impiantati nel suolo pronti a far scattare gli allarmi,telecamere,elicotteri, e aerei caccia. Se qualcuno tenta a oltrepassare i cartelli che avvertono il limite rischiano una multa salata,galera o solo dio sa che cosa,dato che è tutto cosi segreto. Molti testimoni raccontano di aver oltrepassato il limite concesso, giusto per scattare qualche foto o per fare delle riprese, queste persone hanno raccontato che degl'uomini li hanno fermati. La cosa strana però è che erano vestiti normali cioè senza divisa e si sono avvicinati con delle gip con vetri oscurati e li hanno semplicemente invitati a uscire.
Storia:.] L'area 51 pochi anni fa era ritenuta una leggenda. Molte erano le persone che negavano la sua presenza, altre giuravano di aver visto l'area; ma persino il pentagono e il presidente degli usa negavano l'esistenza fino al 1995.L'area51 in principio fu sfruttata dal governo americano per test nucleari. In seguito durante la guerra fredda usarono questa base per collaudare gli "U2" aerei spia. U2 Questi aerei dovevano essere l'arma segreta statunitense ma le spie russe furono efficienti tanto da scoprire i progetti americani, ma non dove facevano questi studi. Nel 1960 ebbe inizio il progetto ad un nuovo aereo l'"A-12" che nel 1964 fu dichiarato dal presidente americano.
A-12 Sempre in quei anni i dipendenti e militari dell'area51 stavano lavorando ad un nuovo progetto l' "SR-11" di cui si sa ben poco. Nel 1967 furono catturati dagli americani dei "mig"aerei russi che furono portati subito nell'area51 per studiarli. mig Dal 1972 dell'area51 non si sa più nulla. DATE
May 21 I disegni di NazcaI DISEGNI DI NAZCA di Pino Onorato (immagini e grafica)
Nazca, "il Ragno". La linea sulla zampa posteriore destra rappresenta l'organo genitale di tale tipo di ragno, visibile in natura solo col microscopio Nel 1939, una piccola flotta aerea che sorvolava la pianura desertica del Perù (Pampa di Palpa) notò sul suolo la presenza di strane linee, che solo successivamente, osservandole da una maggiore altezza, furono identificate in perfetti disegni geometrici. Perfetti perché anche quando il loro tracciato si estende per chilometri e chilometri, le linee che li costituiscono avanzano nel terreno perfettamente dritte, sia che attraversino una collina o un terreno accidentato, superando avvallamenti, incrociando altre figure, perdendosi oltre l'orizzonte ma mai deviando da un percorso rettilineo.
Alcuni dei disegni, le cui dimensioni raggiungono anche i 200 metri e le cui tracce hanno larghezza variabile (da pochi decimetri a oltre cinquanta metri), rappresentano animali (come una scimmia, un ragno, un colibrì, una balena), fiori, mani, ma la maggior parte sono sicuramente figure geometriche.
La stranezza e il fascino che questi disegni silenziosamente emanano solitari, in una zona disabitata e delimitata da un lato, dalle grandi vallate di due fiumi e dall'altro dalla catena collinare pre-andina, colpirono il geografo americano Paul Kosok, il quale si accorse della loro esistenza il 21 giugno del 1941, mentre a bordo di un aereo si stava recando a fare un picnic insieme alla moglie Rose. Subito egli fu impressionato da due aspetti: le dimensioni davvero notevoli di quelle figure, che in totale descrivevano una zona lunga 50 Km e larga 15, e la località dove si trovavano, cioè un altopiano desertico delle Ande. Per otto anni egli non si allontanò da quella località, di cui studiò gli enigmatici manufatti nel vano tentativo di chiarirne il segreto.
Per alcuni scienziati i disegni di Nazca risalgono addirittura a 1500 anni fa, ma allora perché solo nel '39 ci siamo accorti della loro presenza? La spiegazione sta nel modo in cui sono state tracciate le linee, cioè rimuovendo delle pietre dalla superficie del terreno per permettere così alla ghiaia sottostante di assumere, grazie all'esposizione al sole, prima un colore giallo pallido e poi un colore bruno-rossastro, rendendole così visibili solo dall'alto. Queste linee si sono così conservate per secoli grazie all'assenza delle piogge.
La vera scoperta delle linee di Nazca è comunque da far risalire agli anni venti, quando cioè il peruviano Meyìa Xesspe e l'americano Alfred Kroeber, 2 scienziati, arrampicatosi su di una collina, notarono con l'effetto della luce pomeridiana, delle lunghe linee che attraversavano il deserto, linee che erano impossibili da vedere dalla pianura. Da questa caratteristica, che le rendeva visibili solo dall'alto sta la spiegazione del perché siano state scoperte così tardivamente, considerando che da alcuni scienziati vengono fatte risalire addirittura a 1500 anni fa. Il metodo usato si basava sul rimuovendo delle pietre dalla superficie del terreno, permettere così alla ghiaia sottostante di assumere, grazie all'esposizione al sole, prima un colore giallo pallido e poi un colore bruno-rossastro, rendendole così visibili solo dall'alto. Grazie poi all'assenza delle piogge, queste linee si sono conservate per secoli. Ma perché gli indiani di Nazca, un popolo la cui cultura fu prima assorbita dall'impero degli Inca (XV secolo) e poi successivamente annullata dai conquistatori spagnoli, crearono questa immensa opera sul terreno?
Da escludere poi l'ipotesi che gli indiani di Nazca segnarono il loro deserto per una motivazione artistica in quanto non avevano la possibilità di vedere dall'alto. Più attendibile risulta la teoria di Tony Morrison, un produttore cinematografico, secondo il quale le linee di Nazca erano dei ceques, cioè sentieri tracciati per fini religiosi. I fatti principali che lo portarono ad una simile conclusione furono principalmente due. Il primo si basava su un documento spagnolo risalente al 1653 che spiegava come nella capitale Inca di Cuzco, gli indiani edificarono santuari lungo linee che si irradiavano dal tempio del sole. Quindi i cumuli di pietra congiunti dalle linee di Nazca potevano essere per ciò resti di santuari. Il secondo fatto, che rende la teoria ancora più attendibile, vede come protagonista la regione della tribù degli Aymarà. Qui Morrison trovò un insieme perfetto di linee come quelle di Nazca, che univano piccole costruzioni in pietra usate per funzioni sacre, dette sacelli. Per l'archeologo Paul Kosok invece, le linee e i disegni servivano per osservazioni astronomiche. La sua teoria, che si basava su una mappa che egli stesso aveva tracciato, venne avallata anche da una matematica tedesca, Marie Reiche secondo la quale gli animali e le figure geometriche, puntate verso le maggiori stelle, rappresentavano costellazioni di un enorme calendario, utilizzato dai Nazca per calcolare il tempo. Ma oltre a trovare molti possibili allineamenti dei segni verso stelle maggiori o verso il sole, Marie Reiche non trovò altre cose che potessero avallare la sua teoria. Ma nel 1968, Gerald Hawkins, un astronomo dell'osservatorio astrofisico di Washington, scoprì allineamenti simili al famoso monumento megalitico di Stonehenge, e il risultato più importante a cui giunse Alcuni risultati furono veramente interessanti, il dato più significativo, ad esempio, fu l'allineamento di una figura detta il Grande Rettangolo con le Pleiadi, nell'anno 610. Questa data coincide con la datazione ottenuta al carbonio-14 di un palo di legno ritrovato nel luogo. E' da tenere però presente che questo, come altri allineamenti, dimostrato tramite computer, rientra però in casistica casuale. Altre ipotesi prendono poi le misteriose linee di Nazca come rivelatrici di presenze extraterrestri..... Quale sia quindi con certezza lo scopo delle linee di Nazca non si sa, ma resta il fatto che ancora oggi questo arido altopiano del Perù nasconde in se qualcosa di misterioso, sepolto da secoli e che forse non verrà mai alla luce.
April 12 Ufo d'annata Ufo d'annata Un papiro racconta di misteriosi avvistamenti Un antico documento, un negozio d'antiquariato e sullo sfondo le piramidi: sembrano gli ingredienti del quarto episodio della saga di Indiana Jones. Eppure, in questo caso, Indy è stato scomodato inutilmente. Qui si tratta del papiro Tulli, un documento misterioso che rivelerebbe l'esistenza di strani oggetti volanti già ai tempi dei faraoni. Fantascienza? No, quasi storia. La vicenda inizia come un buon giallo d'epoca. Il professore Alberto Tulli, direttore del Pontificio museo egizio del Vaticano, durante un viaggio di studio in Egitto effettuato nel 1934, incappa in un papiro che suscita immediatamente la sua curiosità d'intenditore. Il prezzo esorbitante richiesto dall'antiquario ne impedisce l'acquisto ma il professore non demorde e chiede al negoziante di poterne copiare il testo. E la traduzione dello scritto rivela una vicenda prodigiosa... Secondo il contenuto del papiro il Faraone Thuthmosis III (1504-1450 a.C.) e i suoi sudditi avrebbero assistito a una serie di strani avvistamenti: oggetti sconosciuti si muovevano nel cielo. Ma la sorpresa si trasforma in stupore quando il professor Tulli scopre sul papiro la presenza di cancellature, proprio nei punti più importanti, come se l'autore delle modifiche volesse nascondere quegli episodi in particolare al lettore. Solo nel 1963 Solas Boncompagni, uno studioso di avvistamenti, viene a sapere dell'esistenza del papiro e un anno più tardi la rivista "Clypeus" pubblica la traduzione italiana del testo geroglifico accompagnata da note esplicative. Vi si poteva leggere: "...queste cose divennero sempre più numerose nei cieli d'Egitto... Il loro splendore superava quello del sole... ed essi andavano e venivano per i quattro angoli del cielo... ". Difficile non vedervi la descrizione di un ufo. Tuttavia le coincidenze non finiscono qui. Il Boncompagni scopre che nella riproduzione del Papiro di Torino contenuta nel Libro dei morti, si vedono chiaramente 3 oggetti volanti. Una buona notizia per i sostenitori della tesi degli avvistamenti. Gli ufologi esultano ma, nonostante le numerose e suggestive coincidenze, trarre conclusioni affrettate da questi esempi sarebbe ipotecare la verità scientifica. L'unica certezza è che forse anche ai faraoni piaceva la fantascienza... Michel Paganini Chissà quanti altri misteri nascondono le piramidiUfoUFO É passato mezzo secolo da quando le incredibili dichiarazioni del pilota civile americano, Kenneth Arnold, sconvolsero l'America e il mondo intero e costrinsero l'opinione pubblica ad aprire gli occhi sulla realtà del fenomeno UFO. Un fenomeno che ben presto sarebbe dilagato a macchia d'olio in tutto il pianeta. L'episodio è dei più noti. Il 24 giugno del 1947 l'allora 32enne Arnold (brillante uomo d'affari dell'Idaho), in volo sopra lo Stato di Washington con il suo piccolo aereo privato, vide una squadriglia di nove oggetti dalla forma vagamente discoidale che sfrecciavano nei pressi del Monte Rainier a una velocità incredibile per quell'epoca. Prendendo alcuni punti di riferimento geografici e controllando l'orologio posto sul suo cruscotto, Arnold stimò infatti che gli strani oggetti dovevano volare a più di 2600 km/h, una velocità corrispondente a tre volte quella raggiunta dagli aerei a reazione che in quegli anni cominciavano a essere sperimentati...
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