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May 13 
Le piramidi d'Egitto, i monumenti più misteriosi della Terra, vennero edificate (almeno secondo la maggior parte degli storici, perché come al solito, esistono teorie contrastanti) in un lasso di tempo relativamente breve, cioè dal 2800 al 2500 a.C. Delle trentacinque piramidi principali disseminate in Egitto la maggioranza si trova ai margini del deserto, a ovest del Nilo. Sorgono generalmente a gruppi; il più famoso è quello di Gizah, non lontano dal Cairo, costituito dalle tre immense costruzioni geometriche osservate dall'altrettanto enigmatica Sfinge. (bladexperience.com)

La loro imponenza e bellezza (ciò è valido soprattutto per quelle della piana egizia di Giza) rendono questi antichi monumenti uno dei luoghi più insoliti di tutto il pianeta. Alcuni dati relativi alla grande piramide di Cheope avvalorano quest'affermazione. Essa era costituita in origine da quasi due milioni e mezzo di blocchi di pietra. Il peso medio di ogni blocco è di circa due tonnellate e mezzo. I suoi lati sono perfettamente allineati in direzione nord-sud e est-ovest (l'errore dell'allineamento è di solo 3' e 6"). Il piano di appoggio è perfettamente orizzontale: l'angolo sud orientale è appena dodici millimetri più alto di quello nord occidentale. Se a questi dati si unisce il fatto che essa fu costruita verso il 2500 a.C. non si può che rimanere pieni di meraviglia. Alcuni studiosi sono stati vittime di questa meraviglia che li ha indotti a formulare fantasiose teorie. Uno di essi, l'astronomo scozzese dell'Ottocento Charles Piazzi Smyth effettuò accurate misure sulla grande piramide e credette di aver trovato incredibili correlazioni numeriche tra le sue dimensioni. Egli arrivò alla conclusione che la piramide racchiudeva in sé una conoscenza superiore dell'universo. Dalle sue misure e dai suoi calcoli, egli dedusse che dall'architettura della piramide si potevano ricavare importanti grandezze astronomiche e addirittura alcune date significative per la storia dell'umanità, quali quella dell'esodo degli ebrei e quella della nascita di Cristo. In realtà il metodo adottato da Smyth consentirebbe di ottenere risultati analoghi anche se applicato a un qualsiasi edificio. In pratica, elaborando opportunamente le misure di un qualsiasi oggetto si può ottenere quel che si vuole. Ciò nonostante molti altri studiosi hanno seguito le orme di Smyth, commettendo errori analoghi. La fantasia di alcuni autori si è anche sbizzarrita per cercare di spiegare in che modo le piramidi furono costruite. Per molti di essi sarebbe assolutamente impossibile che gli egizi abbiano compiuto una simile opera. Alcuni hanno ipotizzato quindi l'esistenza di una civiltà superiore, poi estintasi, identificata talvolta con la leggendaria civiltà di Atlantide. Altri ancora hanno parlato di alieni che sarebbero, a loro dire, i veri costruttori delle piramidi .

LE PIRAMIDI DI GIZA
Le piramidi della piana di Giza sono divenute da tempo il simbolo dell'antico Egitto. Si levano massicce sullo sfondo del deserto inanimato, con la loro struttura apparentemente semplice eppure ambigua, sconcertante, misteriosa.
Osservata in un disegno o in un modello, la piramide appare semplice, ma basta avvicinarsi ad una di esse ed alzare lo sguardo alla sua sommità perchè tutto divenga diverso, basta penetrare all' interno perchè i passaggi stretti e bui diano strane sensazioni. E le piramidi custodiscono i loro segreti. Possiamo solo cercare di immaginare perchè gli Egizi le abbiano innalzate ed imbastire ipotesi sulle tecniche di costruzione di cui si servirono. E' fuor di dubbio che molte piramidi furono costruite come tombe, ma ve ne sono alcune, e fra esse le più importanti, dal nostro punto di vista, in cui non fu rinvenuto alcun sarcofago; pare quindi ovvio ipotizzare che la costruzione di questi enormi monumenti avesse qualche altra motivazione.
Secondo le antiche fonti, infatti , le piramidi erano costruite per custodire e tramandare, impresso nella pietra, in termini di proporzioni e dimensioni, tutto il bagaglio di conoscenze astronomiche, matematiche e geografiche che erano in possesso dell' antico popolo egizio. Scriveva J.P. Laner nella sua opera "Le problème des pyramides d' Egipte): " Dal punto di vista astronomico è indubbia... la grande cura nell' orientamento... Dal punto di vista matematico lo studio delle piramidi, e specialmente della Grande Piramide, mostra proprietà geometriche notevoli oltre a rapporti numerici che meritano attenzione".
Dal punto di vista storico pare che la prima piramide egizia sia stata quella fatta costruire dal faraone Zoser (2780 a.C.), che differisce però completamente dalle grandi piramidi che ci interessano in questa sede per la problematica che sollevano. La piramide di Zoser ha base rettangolare (è l' unica) ed è formata da una sepoltura di base (mastaba) che penetra in parte nel terrreno ed in parte ne fuoriesce, sulla quale furono costruiti in seguito altri piani così da darle infine l 'aspetto di una piramide a gradini. I successori di Zoser abbandonarono, incompiute, altre tre piramidi a gradini, prima di dedicarsi al tentativo di erigerne una a facce lisce, innalzata a Maidum, a circa 45 chilometri dal Cairo. Maidum è oggi una rovina con il nucleo centrale che si eleva per circa 75 metri sopra un ammasso di macerie: era originariamente una piramide a gradini, ma fu rivestita in seguito per renderla appunto a facce lisce. Purtroppo, l' ampia base non poggiava sula roccia ma sulla sabbia, e la piramide crollò, forse ancor prima di essere completata.
L'esperienza insegnò tuttavia qualcosa ai costruttori. Il sovrano successivo, Snefru, primo faraone della Quarta Dinastia (che durò all' incirca dal 2700 al 2500 a.C.), edificò due solide piramidi a Dashur, poco più a sud di Saqqara. Vennero poi le tre grandi piramidi di Giza.
La grande piramide attribuita a Cheope è unica per il fatto che ha corridoi e stanze nella parte superiore della struttura, mentre tutte le altre hanno in pratica solo un passaggio che conduce ad una camera al livello del suolo o nella roccia sottostante. In origine era alta 148 metri (e forse non per caso il Sole dista dalla Terra 149 milioni di chilometri) e la base misurava 320 metri di lato, ma col tempo le pietre lisce che la rivestivano furono asportate per essere utilizzate nelle costruzioni medievali del Cairo: oggi misura in altezza circa 137 metri.
Dopo Giza, i faraoni della Quinta e Sesta Dinastia fecero innalzare piramidi a Saqqara e nella vicina Abu-Sir, ma le loro pietre erano lavorate in maniera rozza e quando le generazioni successive asportarrono a poco a poco il rivestimento di calcare, il nucleo centrale crollò.
Al termine del regno della Sesta Dinastia, intorno all' anno 2180 a.C., l' Egitto era ormai diviso in una moltitudine di province e le grandi costruzioni vennero trascurate. L' undicesima e la Dodicesima dinastia videro l 'Egitto ancora riunito e in un periodo che andò dal 2000 al 1750 a.C., i sovrani fecero innalzare nuove piramidi: erano alte meno della metà della Grande Piramide e spesso costruite senza alcuna precisione. In alcuni casi il nucleo centrale era costituito prevalentemente da mattoni di fango retti da muri di sostegno

Furono le ultime piramidi.
I sovrani successivi eressero grandi templi per dimostrare la loro potenza in vita e tombe nascoste per mantenersi al sicuro nell' aldilà. Questo decadimento dell' uso della piramide dopo una progressiva riduzione delle sue proporzioni potrebbe significare che con il tempo è andata perduta la conoscenza dei simboli che la piramide assommava in sè, nonchè la tecnologia indispensabile alla costruzione degli antichi colossi. (fonte "web.genie.it")
L'orientamento delle Piramidi

Per quanto riguarda l’orientamento delle piramidi ci troviamo davanti ad un’altra inquietante coincidenza o a una perizia dei costruttori che anche oggi è difficile imitare. Le quattro facce della Grande piramide guardano esattamente verso il nord, il sud, l’est e l’ovest del mondo. Secondo recenti calcoli la differenza con il polo nord magnetico è di appena tre minuti di grado, uno scarto davvero insignificante (0,015 %). Come è stato possibile ottenere tanta precisione quando il più riuscito tentativo moderno di orientare un edificio (l’Osservatorio astronomico di Parigi) registra una distanza dal nord magnetico di ben sei minuti? (ndonio.it)

La scoperta che l'allineamento delle tre piramidi di Giza riproduce esattamente quello che presentavano nel cielo d'Egitto le tre stelle della Cintura d'Orione diecimila anni fa, ha rafforzato di recente le idee di quei tanti divulgatori di una "archeologia eretica" i quali da tempo vanno sostenendo una tesi finora rigettata dalla cultura "accademica": quella cioè che, anteriormente alle civiltà storicamente accertate, le cui prime testimonianze risalgono al quarto millennio a.C., sulla Terra vi sia stata una civiltà scomparsa, in grado di realizzare monumenti di grande imponenza e in possesso di una cultura molto evoluta. Questa civiltà si sarebbe estinta in seguito ad eventi che non conosciamo, probabilmente un mutamento climatico, ma alcune sue grandi testimonianze ancora rimangono, e - soprattutto - tracce della sua cultura sono individuabili nel sapere delle società evolutesi nei millenni successivi, quelle su cui non mancano documenti archeologici e storici. (bladexperience.com)

May 08

Abduction, nel senso stretto del termine inglese, vuol dire "rapimento". Nello studio degli UFO, il termine negli ultimi anni è andato ad indicare il rapimento di esseri umani da parte degli alieni.
Molte persone si rivolgono ad uno psicologo per via di "uno strano sogno ricorrente", o di una fobia riguardo, ad esempio, un certo animale e solo in un secondo tempo, spesso con l’ausilio dell’ipnosi regressiva, si avvicinano alla definizione della loro situazione di "addotti". Se si escludono i casi più eclatanti, infatti - in cui alcune persone vengono destate nel cuore della notte e prelevate a forza, o anche in presenza di testimoni oculari (si pensi al caso Travis Walton) - spesso i soggetti vivono la propria esperienza ignorandola completamente, o intuendola solo alla lontana. Nel corso di una abduction, infatti, di norma una persona non viene "svegliata", ma più semplicemente viene spostato il suo livello di consapevolezza dal sonno ad una veglia semi-onirica. È un po’ come ipnotizzare una persona addormentata, indurla a fare un giro e poi riportarla a letto. Inoltre, secondo molte testimonianze, i rapimenti avverrebbero in uno status in cui si può levitare e attraversare le pareti, accrescendo così la sensazione di "sognare". "Missing Time" (Tempo mancante, o vuoto temporale), amnesie, specialmente di un’ora o più. Il periodo di "missing time" di solito si verifica dopo un avvistamento UFO ed in genere, sotto regressione ipnotica, affiorano ricordi di entità che prelevano il soggetto e lo esaminano fisicamente, cancellando poi il ricordo dell’accaduto dalla sua mente. Non è raro che al ricordo originale venga sostituito un ricordo-schermo ("screen memory"), fatto di immagini realistiche e che costituiscono un evento fittizio e banale a copertura di un certo lasso di tempo mancante, mentre altre volte nella mente del soggetto viene lasciata memoria del vuoto temporale. Fra i "patterns" di "località", le persone in questione vengono prese dall’abitacolo della loro auto (per lo più in posti isolati), dal proprio letto, o finanche in bicicletta o a passeggio. Ne consegue che l’abduction può avvenire ovunque e che non c’è immunità geografica.

ELEMENTI CARATTERISTICI
Paralisi: il soggetto prova la sensazione di essere paralizzato e di giacere su una superficie dura, senza potersi muovere. A volte nell’ambiente si manifestano luci brillanti e si avverte la presenza di altri esseri.
Essere spiati: il soggetto sente di essere osservato, da qualcosa di indefinibile.
Sogni lucidi: il soggetto vive sogni lucidi, particolarmente intensi e riferisce di essere stato capace di volare e attraversare superfici solide, come le mura di casa.
Luci blu: durante il recupero dei ricordi originali, sotto ipnosi, ricorre l’immagine di una diffusa luce blu.
Simboli: a volte il soggetto menziona strani simboli, lettere o disegni incomprensibili, che in contatti successivi vengono illustrati dai presunti ET.
Esseri non Umani: il soggetto spesso sogna esseri le cui fattezze variano dallo stereotipo del Grigio (alto circa un metro e venti, macrocefalo e grandi occhi ovali neri), a spettrali figure alte e incappucciate, al tipo Nordico, biondo con penetranti occhi azzurri.
Insonnia: in particolare concomitanza con le ore centrali della notte, verso le 3.00, è comune l’insonnia. Il soggetto entra in uno stato di tensione, perché nel cedere al sonno teme il ripetersi dell’esperienza. Non di rado appaiono sfere di luce o lampi di luce blu al di là di una finestra o verso il soffitto.
Suoni e Ronzii: manifestazioni acustiche di origine ignota, simili ad impulsi, ticchettii o frequenze acutissime, talvolta meccaniche.
Richiami: alcuni addotti sentono di doversi recare in luoghi a loro sconosciuti, e spesso ben specifici.
Luoghi: il soggetto sogna grandi città di cristallo o di acciaio con edifici di foggia strana, cieli dal colore innaturale, o l’interno di sale dalle pareti metalliche dotate di apparecchiature futuristiche. Frequentemente il soggetto riferisce di essersi trovati di fronte allo schermo di un video o di un computer, in cui "qualcuno proietta" immagini di avvenimenti.
Visioni: chiudendo gli occhi nel desiderio di addormentarsi, di colpo si manifestano immagini di alieni di vario genere accanto al letto, o di UFO, che svaniscono riaprendo gli occhi.

EFFETTI FISICI RISULTANTI DALLE ABDUCTIONS
Cicatrici o segni: si evidenziano soprattutto nella zona della bocca, del naso, dietro o nelle orecchie, sui genitali o sotto il ginocchio e nelle mani.
Bruciature inspiegabili: idem.
Dolori: frequenti quelli alla schiena o al collo, o ai genitali.
Per le donne: gravidanze apparenti (isteriche, secondo la medicina) e sparizione del feto prima del parto. Le fenomenologie sono talvolta accompagnate da sogni vividi in cui la donna viene fatta partorire anzitempo da qualcuno, spesso esseri non umani.
Sinusiti croniche: il blocco, o la sensazione di occlusione nasale, sono frequenti, talvolta in associazione ad epistassi (perdite di sangue).
Fobie: in particolare nei confronti degli occhi neri o di creature (anche animali) con occhi neri e grandi, come gufi e foche. Si palesano fobie nei confronti degli ambienti ospedalieri e delle procedure mediche. Tipiche quelle verso gli insetti e alcuni rumori meccanici, nonché disagio di fronte a film o altre rappresentazioni di tipo apocalittico.
Emorragie: tipiche quelle nasali e dalle orecchie, e per le donne talvolta in aree genitali.
Mal di testa: è un altro sintomo piuttosto frequente, talvolta accompagnato da perdita dell’equilibrio e malumore.
Corpi estranei: si manifestano sottocute. Di norma sono duri e sferoidali, e non superano il mezzo centimetro. Ad una analisi medica superficiale possono apparire come inusuali depositi calcarei o comunque litici, mentre una volta estratti rivelano una composizione minerale anomala. Forse si tratta di impianti di origine aliena.

CONSEGUENZE POST-ABDUCTIONS
• Potenziamento di facoltà psichiche quali telepatia, preveggenza e l’evidenziarsi della capacità di emettere energia curativa (pranoterapia). • Improvvisa tendenza alla protezione ambientale, al vegetarianesimo e al rispetto della natura in genere. Spesso ci si associa a cause comunitarie, ispirazioni, credo e tendenze New Age, sviluppando un profondo senso civile. La sensazione di avere un compito da portare a termine risulta parte integrante del post-incontro. • Intenso interesse negli UFO e fenomeni associati, nonché il desiderio di apprendere argomenti inerenti la scienza, l’astronomia e la magia. • Frequentazione di corsi di Yoga, di meditazione o di arti marziali, quasi a cercare una disciplina mediante la quale "allineare" e riequilibrare mente, corpo e spirito. • Irresistibile necessità di scoprire di più su se stessi e sul cosmo. • Sensazione dell’imminenza di un disastro di dimensioni bibliche, coincidente con la fine del mondo conosciuto e con l’inizio di un mondo nuovo. • Problemi nella sfera sessuale, forse derivanti da alcune procedure riproduttive o ispezioni dell’area genitale. • Interazione con gli apparecchi elettrici ed elettronici (computers): interferire in qualche modo con le trasmissioni televisive, dare o prendere la scossa, apparecchi elettrici che si spengono o si accendono da soli in presenza del soggetto. • Sensazione di essere in parte alieno, o comunque il sentirsi diversi dalla gente comune, con gusti e abitudini inusuali. • Forte tendenza antisociale che, unita all’insorgere della passione per la natura, può portare a vivere in campagna o in montagna.
(fonte www.setiufo.org)

April 22
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Vi nvito a leggere questo articolo con molta attenzione e con mente aperta,
abbandonando,
almeno per qualche minuto, convinzioni e preconcetti che
vi sono stati inculcati fin dalla nascita e che ora ritenete essere "normalità"
e "verità". Esistono altre verità oltre l'illusione di questa vita che crediamo
essere l'unica vita reale. Viviamo davvero una realtà virtuale
ed esiste un unico messo per fuggire da essa: la consapevolezza.
Soraya.
http://www.oasidelpensiero.it/misteri/index.htm

Tracce di un'altra genesi
Creazione o evoluzione? Entrambe non hanno prove e presumono
l'impotenza dell'uomo.
Educare i bambini ad alternative false è il modo per conservare il potere,
basato sulla divisione tra credenti ed una conoscenza scientifica che ignora ben il 95% del tutto
E così la partita "dio-scimmia" è tornata in parità,
grazie alle decine di migliaia di intellettuali, che hanno firmato
l'appello affinché la teoria dell'evoluzione fosse re-introdotta
come materia di studio nella scuola media.
E' bello vedere una schiera così folta, in genere divisa su tutto,
ma così compatta nel credersi erede delle scimmie..
C'era una volta l'Eden... Dell'età dell’oro
sono impregnate tutte le culture di ogni parte del mondo
e non solo la Bibbia. Miti e leggende dell’antica Grecia e di Roma,
civiltà precolombiane, indiani di America, Maori in Nuova Zelanda
narrano tutti di un stato di benessere e prosperità
in cui l’uomo viveva felice, senza bisogno di lavorare.
La memoria di questa mitica età è stata cancellata
sia dalle religioni che dalle scienze. Le tre religioni monoteiste
si fondano tutte e tre sulla Bibbia, su un "dio" tanto "buono"
che condanna l'uomo a "lavorare con il sudore della fronte"
e la donna a "partorire con dolore". La tesi dell'evoluzione
biologica viene attribuita a C. Darwin, ma l'ipotesi che
gli uomini discendano da un comune progenitore
che comprende anche le scimmie è una derivazione
che non ha mai trovato alcuna prova.
Il famoso "anello mancante" tra primati e umani manca,
malgrado tutti gli sforzi compiuti finora per trovarlo
e le schiere di paleontologi sguinzagliati alla ricerca
di ominidi dalla postura eretta, presunti “progenitori” dell’umanità... scimmiesca.
Porre l'essere umano e, soprattutto, il bambino di fronte
a due alternative, altrettanto assurde ed
in apparente contrasto è il gioco consueto:
quello che di farlo credere "libero"
di votare per l'una o per l'altra tesi,
ma non di esercitare le proprie funzioni intellettive
per comprendere che esistono altre vie, più intelligenti
e, soprattutto, capaci di rispetto per l'essere umano.
I due paradigmi, creazionista ed evoluzionista,
sono entrambi senza prove ed entrambi hanno
un comune denominatore: l'impotenza dell'uomo.
Gli stessi firmatari dell'appello ammettono che
la teoria dell'evoluzione non regge, ma ritengono
utile citarla ai bambini delle scuole medie,
per "mantenere una continuità con il passato".
Dalle loro stesse parole emerge il vero movente:
la convinzione falsa che esista,
un tempo unico, quindi un solo passato ed un solo futuro.
La causa è un atto di fede cieca verso il "dio tempo",
il Saturno impietoso che divora le sue creature
tanto meglio quanto più queste perdono tempo, appunto,
a schierarsi ed a combattersi a vicenda. Ci sono ormai molteplici tracce
he esistono tempi diversi, infiniti universi invisibili, ma reali,
i quali hanno, ciascuno un proprio tempo. L'idea è antica, espressa
da molti saggi tra i quali Giordano Bruno;
rispetto alle due tesi, creazione/evoluzione,
è la terza via che viene sempre e sistematicamente nascosta.
Eppure l'idea che l'Universo sia un Essere Eterno ed Intelligente
che comprende infiniti universi ha oggi molte conferme... (vedi Origini dell'uomo )
La scoperta vincente del 2003 ha dimostrato
in modo definitivo che la scienza può osservare solo il 5% del tutto
e quindi ignora il restante 95%. E' una scoperta riconosciuta all'unanimità,
ma poco diffusa; è troppo travolgente
per chi è abituato a credere, o meglio, a far credere...
Il Ministro ha subito accettato l'appello rivolto da premi Nobel,
illustri scienziati e, tra questi, anche astrofisici.
Questi ultimi dovrebbero conoscere le loro stesse scoperte,
il fatto che il 70% è energia oscura che può essere dovunque,
anche all'interno dei nostri corpi e della stessa terra.
Alla "misteriosa" e massiccia energia oscura può contribuire
una forza che però misteriosa non è affatto,
ma che tutti gli "esperti" ignorano: è la forza "debole"
che opera all'interno di ogni nucleo atomico,
ha quindi effetti su flora, fauna, umanità e tutto il pianeta Terra,
nonché tutto l'universo che di nuclei atomici sono composti.
Biologi, genetisti, neuroscienziati, medici e persino gli astrofisici,
alla ricerca della "misteriosa" energia oscura,
la "ignorano"... E questa sarebbe la "conoscenza" scientifica!
L'Antica Arte della Memoria era nota
anche come arte combinatoria.
Gli antichi scienziati avevano compreso ciò che oggi è evidente ad ogni genetista:
le tante possibili combinazioni delle quattro basi del DNA
generano le diverse sequenze dei geni e
quindi le peculiari caratteristiche di ogni individuo.
Tali sequenze non sono "casuali", ma rivelano una lingua coerente
ed una logica precisa che il costosissimo Progetto Genoma non ha saputo spiegare.
Il Progetto Genoma si è limitato a studiare solo il 3-4% dei geni,
perché gli stessi premi Nobel, oggi firmatari dell'appello,
avevano definito "spazzatura" tutto il resto, cioè ben il 96-97% dei geni...
Ciò malgrado tutti i giornali hanno riportato la "conclusione" del Progetto
e cioè che il 98% dei geni umani sono come quelli dello scimpanzé.
Ho cercato su Internet e ho scoperto che, a tutt'oggi,
non si sa ancora quanti sono i geni umani;
chi dice 30.000 chi 100.000 o anche 120.000.
Rispetto a cosa allora hanno calcolato la percentuale del 98%?
Analoga percentuale di ignoranza
ricorre nelle neuroscienze. Il 95% del cervello umano
opera in modo inconscio e subconscio.
L'inconscio è con tutta probabilità collettivo (vedi K. Jung)
e quindi presume un'umanità capace di armonia. Il subconscio
è invece creato dalla così detta "educazione" nella prima infanzia e nell'adolescenza.
Scuola famiglia e società "educano" il plastico cervello del bambino
a credere, non a cercare la verità...
Viviamo in un gigantesco inganno: una "conoscenza" che non è affatto tale...
L'inganno però è un auto inganno. Qualunque cosa l'uomo crede diventa reale.
Perciò "educare" a credere è il modo per conservare
il potere che si erge sulla divisione tra credenti...
La via di uscita c'è ed è quella di credere in se stessi,
utilizzare le proprie risorse, potenzialità e creatività
per diventare protagonisti di una nuova realtà,
giusta e sana, cioè capace di verifica
e non di alimentare credi senza senso
che avviliscono l'uomo e la società. Possiamo farlo
perché siamo agli albori di un nuovo mondo...
- Articolo di Giuliana Conforto del 30 Aprile 2004 - (tratto da Universo Organico)

| April 20

IL MISTERO DEI RE MAGI
Sempre all’interno della chiesa di Sant'Eustorgio, troviamo ripetutamente incisa sulle pareti la stella a otto punte, simbolo con il quale viene identificata la misteriosa stella che guidò i re Magi, sapienti venuti dall’oriente, fino alla capanna di Gesù.
| I vangeli non precisano il numero dei Magi, ma considerando il fatto che portavano tre doni, la tradizione volle che anche loro fossero tre. Sant’Eustorgio è direttamente collegata a questa tradizione e, addirittura, custodirebbe parte dei resti dei tre sapienti. Questi resti sarebbero rimasti per 700 anni a Costantinopoli. Nel 325 Eustorgio, vescovo di Milano, li ricevette in dono dall’imperatore Costantino. Dal IV al XII secolo rimasero nella chiesa di Sant’Eustorgio. Nel 1165, Federico Barbarossa, imperatore del Sacro Romano Impero, li trafugò e li portò a Colonia. Soltanto nel 1904 i Milanesi ebbero la restituzione di alcuni frammenti ossei. I “tre” re Magi, coi loro “tre” doni sono parte del simbolismo mistico-esoterico che avvolge la città e spesso sono stati identificati come allegoria del Trimundio, cioè i tre regni o mondi aristotelici: fisico, parafisico e metafisico. Ma chi erano in realtà questi Magi sapienti provenienti dall’oriente? Quali conoscenze portavano? Che relazione avevano con il Cristo? Furono loro ad istruire in oriente il giovane Gesù? |

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In effetti nel racconto della vita del Messia
tramandataci dai vangeli, troviamo un vuoto di diversi anni relativo alla sua infanzia. Nessun vangelo ci riporta l’adolescenza di Gesù. Lo ritroviamo già adulto
e preparato nella predicazione. Dove sparì realmente in quest’arco di tempo? Perché questa parte
della sua vita non ci fu tramandata?
Cosa si voleva nascondere ai posteri?
Studi recenti, ci portano a pensare
che i magi fossero una sorta di profeti,
stregoni venuti dall’oriente. Questi,
dediti all’astrologia ed alle scienze
più occulte, dovettero seguire il passaggio
di una cometa, forse quella di Halley,
fino a Betlemme. Lì trovarono una
capanna ed un bambino appena
nato e, probabilmente,
in base a degli scritti profetici,
lo scelsero per divenire il messia.
Ad una certa età lo condussero in Oriente
, si pensa fino in Tibet. Lì, Gesù avrebbe appreso i rudimenti della loro scienza, una nuova arte di curare i mali, l’arte di compiere i cosiddetti miracoli e di praticare la magia. Ciò spiegherebbe molte cose.
CACCIA ALLE STREGHE
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Piazza Sant’Eustorgio. Qui, nel medioevo bruciavano le streghe. Nel 1390 vi arsero vive Sibilla Zanni e Pierina Bugatis, accusate di aver partecipato a dei sabba, assemblee di streghe e demoni che si tenevano nella zona milanese di Porta Romana.
La tradizione vuole che in via Laghetto, al numero 2, abitasse una fattucchiera che comandava le altre streghe del Verziere.
Lacrime e sangue hanno macchiato piazza Vetra, così come San Lorenzo, altra piazza milanese davanti all’omonima Basilica (a destra), luogo dei delitti dell’inquisizione. Luoghi maledetti dove, si dice, di notte gironzoli il diavolo in persona.
Piazza Vetra: qui normalmente si bruciavano le streghe. Qui, fu arsa sul rogo Caterina de’ Medici, accusata di stregoneria nel 1617. In realtà non era una strega, ma la vittima di un complotto organizzato dal capitano Vaccallo, indispettito contro la donna, che un tempo aveva rifiutato le sue lusinghe.
Questi sono solo alcuni dei molti luoghi di Milano connessi coi misfatti dell'Inquisizione. Milano naturalmente non è l'unico caso. In Italia, per quanto riguarda i processi per stregoneria, è doveroso ricordare Triora (a 30 km da Sanremo), la città delle streghe, e Benevento, dove tra l'altro, ancora nel medioevo, sopravvivevano culti pagani, di derivazione longobarda. |

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Sopra, la Basilica di S.Lorenzo |
FANTASMI E ALIENI DI MILANO
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In certe notti, per chi si aggirasse nei sentieri del parco Sempione, alle spalle del Castello Sforzesco (nella foto), ci sarebbe la possibilità di incontrare un vero e proprio spettro. Si tratta del fantasma della “Dama Bianca”.
Ma, dal 1975, si è mostrata meno frequentemente. Chissà perché! Che sia intimorita dai tipi loschi che ormai frequentano il parco?
Un’altra entità è stata addirittura ripresa dalle telecamere a circuito chiuso della Pinacoteca di Brera. La notte di S. Giovanni di qualche anno fa, qualcosa fece scattare l’allarme del museo. Ma non si trattava di ladri, bensì di un fantasma. Esaminando le videocassette, gli addetti della vigilanza videro chiaramente la figura di una donna senza abiti uscire da un dipinto del XV secolo, attribuito al pittore Bernardino Luini, la “Ninfa dei Boschi”. La figura, avvolta da strani bagliori luminescenti, si voltò per indicare il quadro dal quale era uscita, poi tutto tornò come prima. |
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Sottoposto a restauri, tempo dopo, il dipinto
si scoprì essere stato eseguito sopra un lavoro precedente. Infatti, un tempo le tele erano molto costose,
ed era uso degli artisti riciclarle ridipingendoci sopra.
Esposto a raggi X, si è scoperto che il quadro
più antico risaliva al XII secolo, ma la cosa
che di più sorprese i restauratori fu ben altra:
il soggetto del dipinto. Un oggetto luminoso discoidale,
con forma affusolata, adagiato
in un paesaggio agreste e, al centro di quel paesaggio,
strane creature umanoide
con quattro braccia indaffarate in strane attività. Cosa rappresentava realmente quel dipinto? E perché fu coperto? Quale verità si volle nascondere? Venne forse raffigurato un incontro ravvicinato con alcuni esseri alieni?
Ma il mistero della Pinacoteca di Brera non finisce qui.
Del quadro del Luini, si è persa ogni traccia.
Non è più esposto in galleria e
i responsabili affermano di non saperne più niente.
Dove sia ora il dipinto, nessuno lo sa?
Dove si trova ora il dipinto “La Ninfa dei Boschi”?
Chi l’ha fatto sparire? E, soprattutto, perché?
IL DUOMO E LO ZODIACO
| Costruito a partire dal 1386 sotto Gian Galeazzo Visconti sul luogo dove sorgeva il battistero di San Giovanni, dove Sant’Ambrogio aveva battezzato Sant’Agostino. Si tratta di una tarda espressione dell’arte gotica, una simmetria di ispirazione germanica comune anche alle altre cattedrali europee. Infatti, particolari numeri e figure geometriche come il triangolo e il quadrato fanno parte del segreto dei costruttori di questa grande opera architettonica. Maestoso e imponente, vero rompicapo anche per gli architetti contemporanei, il Duomo ha una lunghezza esterna di 157 m e un’area interna di 11.700 metri quadri. La guglia, con la statua dorata della “Madonnina”, è alta 109 metri.
"Si dice che sotto il Duomo ci sia un laghetto, il quale era adorato dai Celti; infatti, il popolo Celta credeva nella Dea Belisama, che viene ricordata dalla Madonnina sulla punta del Duomo (questa Dea aveva una duplice funzionalita`,quella lunare, che ricordava la femminilita`, la madre col bambino, e quella solare, che ricordava il territorio, un tempo ricco di boschi) la quale era considerata Dea dell'acqua, cioè Dea della vita (infatti l'acqua era sinonimo di ricchezza vitale). Questa Dea, tra l'altro, a Milano veniva raffigurata (e chiamata con un nome specifico) come una scrofa pelosa (la scrofa semi lanuta di via Mercanti). Da qui cominciò tutto, i Celti edificarono un tempio o "cromlech", cioè grandi cerchi formati dai menhir (pietre erette verticalmente) e dai dolmen (camere megalitiche); dopo questi tempi Pagani, arrivarono altri templi costruiti dai Romani e, successivamente, diverse chiese Cristiane che, una sull'altra, diedero vita (dopo molti anni) al duomo di Milano." [Sofia M.] |
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Entriamo all’interno. La luce che penetra dalle vetrate gotiche produce un’atmosfera di mistica solennità. Parallela alla facciata rivolta a Ovest, notiamo sul pavimento una sottile linea d’ottone estesa per tutta la larghezza dell’edificio. A nord, la linea sale lungo la parete, in verticale, e termina con un riquadro nel quale è raffigurato il segno zodiacale del Capricorno. Altri riquadri minori seguono la linea sul pavimento e nell’ultimo, a sud, è raffigurato il segno del Cancro. Ogni giorno, a mezzogiorno, un raggio di luce penetra dal soffitto e va a colpire la linea meridiana, indicando il periodo dell’anno in cui ci si trova. Il maggior risalto dato al segno zodiacale sulla parete a nord è attribuibile alla sua sovrapposizione con il Natale Cristiano. Ma non possiamo dimenticare che il Capricorno è anche l’animale col quale viene raffigurato il diavolo. I costruttori del Duomo volevano comunicarci qualcosa? Quali segreti nasconde questa simbologia? |

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| In ogni cattedrale gotica sono presenti elementi architettonici e simboli d’origine templare ed orientale, ed è risaputo che l’idolo adorato dai templari era il Bafometto, una sorta di demone cornuto. C’è una similitudine tra il Bafometto ed il capricorno del Duomo? Qual è il significato di tale simbolismo? |
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Sulla facciata del secondo portale d'ingresso di sinistra, spicca una formella tra le tante, raffigurante un albero, precisamente una quercia, che i Druidi veneravano essendo tutt'oggi simbolo di forza, coraggio, vigore e rinascita. La quercia incarnava il Dio Celtico Dagda (per i romani impersonava Giove). La quercia è presente anche nel portone principale, infatti in mezzo all'apertura del portone vi è un albero che si dirama dando origine a formelle raffiguranti sull'ala destra del portone la nascita di Gesù e, sull'ala sinistra, la sua morte (con tutta la Passione). Si notano benissimo sul fondo del portone le radici dell'albero, questa presunta quercia allunga i suoi rami fin tutta l'altezza del portone sorreggendo la Madonna, Gesù, la Trinità e tutta una schiera d'angeli. Tale albero potrebbe essere anche la simbologia dell'albero della vita (il famoso albero proibito dal quale mangiarono Adamo ed Eva). |
| All'interno del Duomo, oltretutto, si ha l'impressione di essere di fronte ad un'antica foresta di querce (le colonne gotiche); infatti, i Maestri Comancini che contribuirono alla realizzazione del progetto, ben conoscevano il valore che la tradizione Celtica attribuiva a tali piante. Sempre sulla facciata del Duomo, possiamo notare varie figure di draghi e serpenti, presenti in Italia soltanto su questa cattedrale (queste figure emblematiche rappresentano simbolicamente l'energia che ci trasmette la terra sulla quale viviamo ed il potere di trasformazione). [Sofia M.] |
IL CENACOLO DI LEONARDO DA VINCI
Una simbologia simile la ritroviamo nell’opera di Leonardo da Vinci, il “Cenacolo”, custodito nella chiesa di Santa Maria delle Grazie. L’opera, dipinta tra il 1496 e il 1498, è famosa in tutto il mondo. È di grandi dimensioni, misura 4,2 per 9,1 metri, e rappresenta il drammatico momento in cui Cristo annuncia agli apostoli che verrà tradito. Il dipinto ruota attorno alla figura di Gesù, nel centro, racchiuso in un immaginario triangolo. L’occhio destro è al centro dell’opera e tutte le linee prospettiche convergono in esso. Particolare significato simbolico rivestono anche gli apostoli, immagine dell’unione tra il divino e l’umano. Dodici, ma divisi in quattro gruppi, come gli elementi, l’acqua, l’aria, la terra e il fuoco. Cristo è il sole, grande e radioso, mentre ogni apostolo rappresenta un segno zodiacale. Ricorre quindi la simbologia astrologica, come l’abbiamo vista riprodotta all’interno del Duomo. Una curiosità? Taddeo, il penultimo apostolo a destra, è un autoritratto dello stesso Leonardo. A Taddeo corrisponde il segno zodiacale del Toro, lo stesso sotto cui era nato il pittore. Ma l’opera racchiude in sé ancora molti segreti. In essa, ogni linea ed ogni punto concorre a formare l’immagine dell’universo. Forse, quando riusciremo a comprendere completamente il messaggio impresso nella tela, saremo veramente in grado di cogliere il significato della vita e dell’ordine che Dio volle imporre al creato.
IL TESORO DEI TEMPLARI
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Ma ritorniamo in piazza Duomo. Un problema che ha assillato gli archeologi e gli storici per molti anni è stato quello di capire dove i cittadini della Milano medievale abbiano preso i soldi sufficienti per la costruzione di questa imponente opera architettonica. Per un simile progetto, e questo vale per ogni cattedrale europea, ci sarebbe voluto molto più denaro di quanto effettivamente ne possedeva il comune. Eppure, eccolo qui, davanti a noi, con tutte e 135 le sue guglie e le sue 2245 statue. Per niente un opera del caso, ma di una profonda meditazione filosofica e scientifica.
Forse, il segreto delle cattedrali si cela dietro l’immagine di un famoso ordine di cavalieri già ricordato prima, i Templari.
Costituiti nel 1118 per difendere il santo sepolcro, la “Militia Christi”, ovvero i cavalieri di Cristo, potrebbero aver appreso, nell’Oriente delle crociate, segreti, nozioni tecniche/architettoniche e formule alchemiche, prima sconosciute agli occidentali. |
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Non dobbiamo infatti dimenticare che l’Oriente dell’epoca delle crociate era molto più evoluto dell’Occidente.
Già da secoli, ad esempio, in Cina si conosceva la polvere da sparo e, in Arabia, la matematica e le scienze filosofiche e fisiche avevano già compiuto passi da gigante. Ma c’è di più. I Templari potrebbero aver trovato molto più di quanto andavano cercando. Cosa scoprirono nei sotterranei della moschea di Omar, a Gerusalemme? Con che cosa arricchirono il patrimonio di San Pietro al loro ritorno in Italia? E per cosa Filippo il Bello, re di Francia, li processò, li privò dei loro averi e li condannò tutti a morte, dal primo all’ultimo? E ancora, quale fu la vera causa di questo eccidio? Le cattedrali furono erette grazie al mitico tesoro dei templari? E perché furono erette? |
LA MISTERIOSA GRATA DI PALAZZO CASTANI
Forse proprio con le tecniche importate da questo ordine cavalleresco fu possibile realizzare anche la misteriosa grata del Palazzo Castani, per una strana coincidenza, in piazza del Santo Sepolcro, dove sorge l’omonima chiesa. Il Palazzo, situato proprio di fronte al santuario, fu costruito nel Quattordicesimo secolo sui resti di un edificio pagano. Attualmente è sede del comando della Polizia di Stato. A destra del portale, di stile Bramantesco, notiamo una vecchia grata. Essa è un vero mistero:
non presenta traccia di saldature ed è simile a una impenetrabile maglia di ferro. Come venne ideata?
Milano, probabilmente, ci riserva ancora molte sorprese. Tanti misteri rimangono irrisolti, e con l’avvento dell’epoca moderna molto si è perso di tutte le antiche conoscenze, oscurate anche da chi, per interesse o per paura, ha preferito nasconderle, riducendole a semplici leggende.
OSSARIO DI S.BERNARDINO
| La chiesa di San Bernardino ha una storia centenaria, e sul sito ci sono informazioni più dettagliate sulla storia di questa Chiesa ossario, la chiesa è interamente Ricoperta!! di ossa e teschi umani, creando motivi anche piuttosto complessi come croci alle pareti e lettere "M" (che simboleggiano il nome di Maria, chiesa alla quale è dedicata). Lo spettacolo e piuttosto macabro e ancor più misteriosa è la leggenda che si narra sull'altare della chiesa, anche l'altare come il resto è decorato con ossa umane appartenenti ai malati di peste. Una leggenda narra che sulla sinistra dell'altare, dove ci sono altre ossa, ci sia lo scheletro di una bambina, e che durante la notte della commemorazione dei defunti la fanciulla esca dalla sua tomba e porti con sé tutti gli altri scheletri della chiesa che si sono ricomposti. Così, insieme iniziano una danza in mezzo alla cappella. Si dice che il suono delle ossa degli scheletri danzanti siano udibili anche al fuori dalla cappella. |
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A destra: L'ingresso.
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A sinistra: Una croce fatta con teschi umani. Ai lati, sulle semicolonne, altre decorazioni eseguite con ossa umane. |
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Link utili: http://www.corriere.it/vivimilano/arte_e_cultura/articoli/2003/01_Gennaio/23/ossario.shtml
March 07
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Silbury Hill
La Silbury Hill è senza dubbio il monumento preistorico più enigmatico del territorio britannico. Da sempre per la sua imponenza e particolarità ha suscitato l'interesse di archeologi e appassionati. Si erge tra Devizes e Marlborough a circa un miglio a Sud di Avebury, nella storica contea del Wiltshire e i suoi 39.5 metri di altezza ne fanno la più grande costruzione preistorica dell'Europa. Realizzata in quattro diverse fasi costruttive, presenta una forma tronco conica e una pendenza nei punti più scoscesi del 50%, corrispondente ad un'inclinazione di 30°, valore che ne ha garantito la stabilità per circa 4500 anni.
Le quattro diverse fasi costruttive furono conseguenti tra loro e si susseguirono in un'età compresa tra il 2725+/-110 A.C. e il 2145 +/-95 A.C.. Sfruttando come basamento iniziale la struttura di uno sperone naturale di calcare, l'opera, al termine delle prime due fasi, raggiunge le dimensioni di 17 metri in altezza e 110 metri di larghezza alla base, in tutto un volume di 28.325 metri cubi. Dall'analisi effettuata sulla tipologia degli insetti sepolti negli strati più antichi della costruzione si è potuto dedurre che questa fu iniziata tra la seconda metà del mese di Luglio e la prima metà di Agosto.
La terza fase costruttiva fu la più importante e significativa in seguito alla quale la Silbury Hill assunse la forma di un cono a gradini ancora oggi parzialmente osservabili.
I progettisti della terza fase avevano sicuramente ottime cognizioni della statica e della meccanica delle terre in quanto riuscirono a dare una grande stabilità alla costruzione mediante la realizzazione di una serie di muri interni in blocchi di pietra a secco le cui intercapedini vennero riempite con pietrame di diversa natura.
Nella quarta e ultima fase, il fossato principale fu esteso verso Ovest e il materiale di scavo venne probabilmente usato per il livellamento dei gradini.
Attualmente la Silbury Hill raggiunge un'altezza di 39.5 metri ,una larghezza alla base di circa 150 metri e ricopre una superficie pari a circa 2.2 ettari: la sua costruzione comportò l'utilizzo di 350.000 metri cubi di calcare grossolanamente lavorato e di 250.000 metri cubi di terra, pietrame, ossa, legno, rifiuti e altro materiale di riempimento; la mole di lavoro necessaria per compiere tale costruzione, calcolata considerando gli strumenti dell'epoca, è stata valutata pari a 18 milioni di ore lavorative.
A questo punto va precisato che la Silbury Hill non è un tumulo, infatti al suo interno non è stata ritrovata alcuna sepoltura, ma una costruzione artificiale i cui scopi principali sono ancora ignoti, mancano anche gli allineamenti di carattere astronomico che caratterizzano i monumenti preistorici neolitici eneolitici e dell'età del bronzo posti nelle immediate vicinanze tra cui: West Kennet, Est Kennet, Windmillhill, Horslip.
Alcune esplorazioni minerarie effettuate durante la metà del diciottesimo secolo hanno compromesso in parte la stabilità della Silbury Hill, infatti nel Maggio del 2000 a causa di un cedimento strutturale si è aperta una voragine sulla sommità e il sito archeologico è stato chiuso al pubblico.
Nell'Agosto 2001 sono iniziati i lavori di restauro da parte dell'English Heritage. | February 25
MISTERI DI MILANO

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Milano. Anch’essa nasconde molti segreti. Segreti antichi, di cui si è persa memoria. Storie di fantasmi, mostri e diavoli. Misteri entrati ormai nella dimensione del leggendario, del mito, ma che nascondono un fondo di realtà storica. Una verità cancellata dai ricordi delle persone, ma che rimane presente, come un ombra… di cui si teme la presenza. Questo perché da sempre, l’umanità teme ciò che non conosce, mentre invece, solo facendo luce questi misteri potrà sconfiggere questa arcana paura. Questo è il nostro scopo, la ricerca della verità, della conoscenza.
1 - I MISTERI DELLA SUA FONDAZIONE
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Augusta Flavia Mediolanum, ovvero Milano.
La città del Duomo, della Madonnina, crocevia di un mercato internazionale molto attivo, metropoli multietnica e culla di molti misteri. Misteri molto antichi, avvolti nelle nebbie del passato, legati a leggende, luoghi e tradizioni locali.
Ad esempio, secondo una leggenda tramandataci da Tito Livio, la fondazione di Milano verrebbe attribuita al re gallico Ambigato, che, seguendo insieme ai suoi figli il volo di uno stormo d’uccelli, raggiunse la Pianura Padana e vi costruì una città, Mediolanium. Tale nome fu scelto perché nello stesso luogo venne ritrovata una scrofa col manto per metà ricoperto di lana intenta ad allattare i suoi cuccioli. Da qui, il nome Mediulanum, cioè, Medio-lanae: mezza-lana.
Una raffigurazione della scrofa si trova su una facciata del Palazzo della Loggia in Piazza Mercanti, a pochi passi dal Duomo (a destra). |
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| Ma vi è un’altra leggenda, riguardante l’origine della città. Questa, vede come fondatori, nel 600 avanti Cristo, i Celti di Belloveso, i quali diedero al loro nuovo insediamento il nome di Mediolanum, “luogo di mezzo”, per via della sua centralità. Infatti, Milano, in tempi antichi, era un centro di passaggio dal quale si poteva accedere all’Italia così come all’Europa d’oltralpe o alle terre d’oriente. Città dal tragico destino, Milano subì sempre le angherie di invasori che ne volevano la sottomissione e le innumerevoli ricchezze. Il Barbarossa (a destra) la rase al suolo nel 1066. Da allora, fu ricostruita, assediata e ridistrutta diverse volte, specialmente da chi era fedele al Sacro Romano Impero. Questi vedevano nella potenza del Comune, una minaccia per l’impero, così come, era una minaccia il continuo accrescersi del potere del popolo, che nel XII secolo poté finalmente identificarsi nel Comune, simbolo d’indipendenza, contrapposto al potere dell’imperatore. |

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L’ENIGMATICA SCACCHIERA DI SANT’AMBROGIO
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Ma accanto alla storia narrata nei libri, vi è una storia di Milano più velata, di cui a volte si è cercato di dimenticare l’esistenza; come ad esempio la storia dei misteri della Basilica di Sant’Ambrogio. Fondata nel 386, la basilica è l’edificio sacro più rilevante della Milano medievale. Al piano superiore su una facciata delimitata da due archi, vi è incastonata una scacchiera di sette caselle per sette, posta in diagonale. Sotto di essa compare una triplice sottolineatura. Qual è il suo significato? E’ solo un adornamento, oppure tale disegno nasconde un qualche significato simbolico esoterico a noi sconosciuto? Sta di fatto che la scacchiera ricalca la pianta radiocentrica della città che ha per centro il Duomo circondato da tre evidenti anelli di vie principali, traccia delle grandi cerchie di mura che un tempo delimitavano la città. Cosa voleva comunicarci il costruttore? Quale messaggio nasconde la scacchiera di Sant’Ambrogio? |
| "La predilezione di Ambrogio per questa basilica che lui stesso fece costruire presso l'area cimiteriale cristiana dove desiderò essere sepolto è ampiamente intuibile da un passo della lettera che indirizzò alla sorella Marcellina dove afferma che era sua abitudine recarsi quotidianamente al cimitero dei martiri passando accanto al Palazzo Imperiale. Il cimitero si trovava fuori le mura della città, vicino all'attuale via san Vittore. Nei primi secoli questo cimitero era di uso pagano, ma dal IV secolo, dopo l'editto di Costantino , la situazione mutò e fu possibile anche ai cristiani seppellire i loro morti con riti pubblici. Era un luogo frequentato abitualmente tanto che ben presto si arricchì di edicole e di piccoli edifici. Ambrogio aveva fatto seppellire nel 378 il fratello Satiro. Questo edificio un secolo dopo sarà abbellito con mosaici così splendidi e ammirevoli da venir chiamato San Vittore in Ciel d'Oro (più tardi sarà incorporato nella basilica, dedicata a tutti i martiri)." [Sofia M.] |
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| Sopra: la Scacchiera di S.Ambrogio e una parte della Basilica. |
Sopra: la statua di S.Ambrogio in P.zza dei Mercanti
..continua..... | | February 17
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IL DIAMANTE MALEDETTO BLUE HOPE |
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Il diamante e' sicuramente una pietra di per se piena di fascino a cui vengono attribuiti svariati significati, legati anche alla sua durezza, famose le espressioni punta di diamante, nozze di diamante, ecc... E' costituito da carbonio purissimo cristallizzato e si forma a grandi profondita'. Ha una grande capacita' di riflettere la luce, dote questa che lo rende straordinariamente luminoso. Gli antichi indicavano i diamanti come le lacrime degli dei o i frammenti di stelle cadute sulla terra, frasi appropriate per descriverne a pieno il fascino, la purezza e la lucentezza e il fascino. I primi diamanti furono estratti piu' di 4.000 anni in India ed e' proprio qui, in questa terra anch'essa meravigliosa e allo stesso tempo misteriosa, culla anche della magia, che inizia la storia del diamante blu Hope, famoso perche' ritenuto tanto bello quanto portatore di sventura a chi ebbe modo di possederlo. |
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Si racconta che in origine il diamante, di grandi dimensioni, forse 112 carati (un carato corrisponde a 200 milligrammi) come riportano alcune cronache, fosse incastonato in un idolo indiano e qui venne estratto e trafugato per iniziare il suo viaggio alla volta della Francia dove venne acquistato da Luigi XIV che lo fece tagliare a forma di cuore riducendolo a 67,5 carati. Il diamante fu portato in varie occasioni da Luigi XIV e da Luigi XV sino a che non fu montato assieme ad altre pietre preziose e divenne proprieta' di Maria Antonietta. Non staremo qui a raccontare i fatti che caratterizzarono la storia di questi personaggi famosi, basti pensare che l'ultima, Maria Antoniette, non ebbe una vita felice e mori' altrettanto tristemente per mano del boia, ghigliottinata. Il suo corpo fu gettato a riposare nella fossa comune del cimitero della Madeleine sino a che i suoi resti non furono recuperati e deposti nella sua ultima e attuale dimora, piu' consona ad una figura regale, buona o cattiva che fosse, amata o meno che fosse dai suoi sudditi, nella cripta dell'abazia di Saint Denis dove e' possibile visitare la tomba dedicata a lei e a Luigi XVI. Ma torniamo al diamante Hope. Questo ed altri gioielli della corona, vennero rubati e per qualche motivo esso approdo' in terra di Londra dove fu di nuovo tagliato. Molto probabilmente, il diamante che comparve in un'asta londinese, era proprio il diamante di Maria Antonietta ed ora appariva nella sua ultima stupenda forma di 44.5 carati. E' a quell'asta che il banchiere Hope, a cui si deve il nome del diamante, ne venne in possesso pagandolo una ingente somma di danaro. Il diamante, prima di quel momento, era gia' passato di mano in mano, venduto e trafugato, tagliato e mutato nell'aspetto, senza pero' cessare di emanare i suoi influssi nefasti a coloro che lo avevano posseduto. Nel 1830, riportano le cronache, il gioiello fu rubato e, il giopielliere che lo aveva tagliato, mori' di crepacuore quando seppe che era stato suo figlio l'artefice del furto. Lo stesso figlio si tolse poi la vita alla notizia della morte del padre per causa sua. Chi trovo' il diamante tra gli averi del giovane fu colpito egli stesso da una morte improvvisa. Dopo questi luttuosi fatti il diamante ricomparve al collo di una ballerina delle Folie Bergere, che fu uccisa proprio la prima sera che lo indossava. Il diamante godeva quindi gia' di una reputazione negativa ma gli Hope lo tennero sino a che non fu venduto al gioielliere Pier Cartier che a sua volta lo vendette al magnate americano della stampa Mc Lean, proprietario del Washington Post, che lo regalò alla moglie la Signora Evelyn Walsh. La signora lo sfoggiava con grande orgoglio e sembrava che su di lei la maledizione non avesse alcun effetto. Fu la sua famiglia e le persone che vivevano attorno a lei a subire gravi disgrazie. Per primo mori' il fratello della signora, poi il figlio, ancora in giovane eta' e la figlia. L'attivita' del marito subi' un tracollo improvviso e furono costretti a vendere il Washington Post. Caddero in disgrazia e gli anni di sfarzosa ricchezza e prosperita' sembravano essere finiti. Anche la salute di Mc Lean sembrava essere minata.
Nel 1949 il diamante blu maledetto fu venduto al gioielliere Hanry Winston per risollevare le finanze e questi, dopo alcuni anni, se ne disfece donandolo alla Smithsonian Institution di Washington, che lo possiede ancora oggi. |
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